Parasha B’shalach - Esodo 13:17−17:16– 14 Gennaio 2022

Riassunto:

Nella nostra porzione di Torah di questa settimana i figli d'Israele fuggono attraverso il Mar Rosso, che per loro si separa, mentre il faraone ed il suo esercito vengono annegati da Dio.

Mosé e gli israeliti intonano una canzone lodando Adonai. Nella natura selvaggia, Dio provvede per i lamentosi israeliti con quaglie e manna. Dio poi ordina gli israeliti di raccogliere e preparare cibo per Shabbat durante il sesto giorno. Il popolo continua a lamentarsi della mancanza di acqua. Mosé colpisce una roccia con il suo bastone facendovi sgorgare acqua. La porzione si conclude con la sconfitta di Amalek da parte di Israele. Dio giura di eliminare il ricordo di Amalek dal mondo.

Lezioni dalla nostra Haftarah: Giudici 4:4-5:31:

Entrambe le nostre porzioni di Torah e haftarah di questa settimana raccontano una storia simile. Entrambe si concentrano su una battaglia tra gli israeliti ed un loro nemico. Nella nostra porzione di Torah, gli Israeliti combattono contro gli egiziani. Nella nostra porzione di haftarah gli israeliti s’insediano nella terra promessa e combattono contro i canaaniti. Entrambe le vicende si concludono con una vittoria del popolo di Israele, che viene celebrata con un canto di ringraziamento e di lode a Dio per il successo.

La poesia nella nostra porzione di haftarah di questa settimana festeggia Giuditta, la quale viene eletta come capo militare-giudiziario del popolo ed è una delle cinque donne nella bibbia a cui viene riconosciuto il titolo di “profetessa”.

La storia raccontata nella nostra haftarah non è bella! Racconta di sangue e truculenza, battaglie militari e grandi vittorie. Nella nostra haftarah Debora viene lodata per aver ingannato le sue vittime tramite falsa gentilezza per poi ucciderle a sangue freddo.  Attraverso le sue azioni Israele fu salvata (almeno per il momento)

Nel leggere la poesia, ci viene ricordato che la Guerra è assai brutale. Nell’antichità-e purtroppo anche ai giorni nostri- i vinti vennero spesso uccisi, che fossero soldati o civili. Coloro a cui venne permesso di vivere finivano per sottostare al dominio dei vincitori, spesso come schiavi.

Questa storia antica ci insegna che moralità espressa col senno di poi è spesso arroganza- è facile insegnare la moralità storicamente a distanza. La Bibbia non nasconde le brutali realtà inerenti ai palazzi del controllo e del potere e alla vita quotidiana. Invece, tutto ciò viene mostrato con grande onestà e dettagliatamente, sfidandoci non solo a criticare la moralità di allora ma anche a valutare le nostre azioni e chiederci se siamo migliorati, se ci stiamo comportando meglio oggi.

Shabbat Shalom

Rabbi Donald Goor