Riassunto :
La nostra porzione di Torah inizia con l’interpretazione che Giuseppe dà di due sogni fatti dal faraone, con la quale prevede che ci saranno sette anni di prosperità seguiti da sette anni di carestia.
Il faraone dà a Giuseppe il ruolo di gestire la raccolta di cibo e la conseguente distribuzione di questo.
Giuseppe si sposa con Asenath, e la loro unione porta alla nascita di due figli, Manasse ed Efraim.
Quando i fratelli di Giuseppe giungono in Egitto in cerca di cibo a causa della carestia, Giuseppe accusa loro di spionaggio. Conseguentemente Simeone viene preso in ostaggio mentre gli altri fratelli tornano a Canaan per prendere Beniamino come pedina di scambio con Simeone. I fratelli poi tornano in Egitto con Beniamino e per avere altro cibo. Questa volta Giuseppe falsamente accusa Beniamino di aver rubato e ordina che Beniamino resti in Egitto come suo schiavo.
Insegnamento della nostra porzione di Haftarah – Primi Re 3:14-4:1
I sogni collegano la nostra porzione di Torah a quella di haftarah. Nel primo verso di haftarah, Re Salomone si desta da un sogno. Cosi come nella nostra porzione di Torah, leggiamo che anche il faraone si desta da un sogno. E come Giuseppe attribuisce a Dio la sua capacità di interpretare sogni cosi anche la saggezza di Salomone viene compresa come derivante da Dio.
Salomone è il simbolo di re saggio e compassionevole. Quando Dio si manifesta a Salomone in sogno e gli chiede che dono vorrebbe, Salomone risponde non con una richiesta di cose materiali ma chiede di avere un cuore comprensivo.
Leggiamo di un’allegoria assai famosa nella nostra haftarah. Vi è una disputa fra due donne sulla paternità di un bambino. Entrambe sostengono di esserne la madre. Senza poter dimostrare a chi in realtà appartenga il bambino, esse si rivolgono a Re Salomone per un giudizio. In maniera saggia e provocataria, Salomone giunge alla verità. Richiede che gli venga portata una spada in modo da poter tagliare in due il bambino e quindi donare una metà alle due donne. La vera madre “urla disperata pietà per suo figlio” e scongiura Salomone di dare il bambino all’altra donna. Da questa reazione Salomone determina che la vera madre é colei che non vuole che sia arrecato nessun male al bambino. La porzione si conclude con il fatto che tutta Israele sa di questo episodio e rimane meravigliata dalla saggezza di Salomone.
Mentre il padre di Salomone, re Davide, è conosciuto come il re guerriero che espande il regno d’Israele tramite battaglie aggressive, Salomone è conosciuto come il re saggio e riflessivo che conserva il proprio regno con la pace. Nonostante sia lodato per la sua saggezza, non fu particolarmente amato dal popolo. Anzi, vi fu grande risentimento per via delle sue numerose mogli e per la sua ostentata opulenza.
Saggio e compassionevole, opulento e sdegnato. Chiaramente Salomone era un personaggio complesso. Tre libri a lui attribuiti finiranno a far parte del canone della Bibbia (Il Cantico Dei Cantici, Proverbi e Kohelet). Nonostante i diversi aspetti del personaggio, la nostra haftarah oggi ci ricorda che Salomone fu conosciuto e premiato per la sua saggezza. Il suo più grande lascito fu il Tempio diGerusalemme. Dopotutto non fu Davide ma Salomone ad essere onorato da Dio e ad aver ricevuto il suo permesso di costruire il primo tempio a Gerusalemme.
Shabbat Shalom
Rabbi Donald Goor