Parasha Vayishlach:  Genesi 32:4−36:43 19 Novembre 2021

Riassunto:

La nostra porzione di Torah di questa settimana si apre con Giacobbe pronto ad incontrare Esaù.  Giacobbe lotta con un angelo con le sembianze di un uomo, questi gli cambia il nome da Giacobbe ad Israele. Giacobbe ed Esaù hanno il loro incontro per poi andarsene ognuno per la propria strada in modo pacifico. Più avanti, Dina, figlia di Giacobbe, viene stuprata da Sichem, figlio di Camor l’Eveo, capo della città chiamata Sichem. I figli di Giacobbe, Simeone e Levi, si vendicano uccidendo tutti gli uomini della città. Gli altri figli di Giacobbe si uniscono a Simeone e Levi nel sacco della città. Rachele muore dopo aver partorito Beniamino e viene sepolta ad Ephraim, che oggi conosciamo col nome di Betlemme. Isacco muore e viene sepolto ad Hebron. 

Insegnamento dalla nostra porzione di Haftarah– Osea 11:7-12:12

La nostra porzione di Torah di questa settimana si concentra sulla storia di Giacobbe. Ci narra di come il nome Giacobbe venga cambiato in quello di Israele - in seguito ad una lotta con un angelo. Nella nostra porzione di  Haftarah, il profeta Osea collega la storia di Giacobbe alla storia del popolo d’Israele. 

La nostra Haftarah ci indica i momenti salienti della vita di Giacobbe. Dapprima ci viene ricordato che già quando era ancora nel ventre di sua madre Rebecca, Giacobbe tenesse stretto il tallone del suo gemello Esaù, per evitare che questi nascesse per primo. Giacobbe viene quindi indicato come uno “stringi talloni”. Inoltre, da adulto, come leggiamo nella nostra porzione di Torah, Giacobbe lotta con un angelo e viene poi chiamato col nome di Israele - il soldato di Dio. Infine, leggiamo della visione che Giacobbe ha di Dio, quando sta fuggendo da suo fratello Esaù. Questo porta Giacobbe a liberarsi di tutti gli idoli presenti in casa sua. In seguito a questa sua visione Giacobbe costruisce un altare a Dio a Beth-El-

Leggendo questi tre punti salienti della vita di Giacobbe, ci viene ricordato il passaggio dall’essere un giovane intrigante ad essere prima un uomo combattivo ed infine una persona matura degna della benedizione di suo padre. Giacobbe lotta contro i suoi istinti più infimi e li supera. Si libera dei suoi idoli e dedica il resto della sua vita al servizio di Dio.

Nella nostra Haftarah, Osea ricorda qualcosa che è familiare a noi lettori della Torah. Il suo obiettivo è di ricordare a chi lo ascolta che anche essi sono Israele. Il loro nome li collega al passato e li sfida a creare un futuro migliore. Se, come Giacobbe, essi cresceranno tornando a Dio i loro peccati pregressi verranno perdonati. Se invece non effettueranno questo cambiamento, sarà certa la punizione divina nei loro confronti.

Il popolo d’Israele non ascoltò le parole di Osea. Gli assiri conquistarono il paese nel 721 AC, esiliarono i capi tribù e occuparono le loro terre con popoli stranieri. Le dieci tribù scomparvero per sempre. Oggigiorno abbiamo deciso di chiamare Israele il nostro Stato attuale. Che noi si possa ascoltare le parole di Osea di crescita e maturità, così da evitare il destino dei nostri antenati!

Shabbat Shalom

Rabbi Donald Goor