Venerdì, 26 Giugno : Parashat Korach

Riassunto: La parashà di questa settimana ci racconta dell’ennesima ribellione- questa volta contro Mosè.  Korach ed i suoi seguaci criticano Mosè ed Aronne per il fatto di agire come se fossero superiori agli altri Israeliti, mentre dovrebbero condividere il loro potere.  Dio è dalla parte di Mosè, di conseguenza nel terreno si apre una voragine che inghiotte Korach ed i suoi seguaci. In seguito, Mosè rende Aronne ed i suoi discendenti sacerdoti presso l’antico tempio. 

Lezione: Amo i giochi di prestigio.  Mi resi conto sin da bambino che fossero solo un’illusione, ma mi concentravo sulle mani del mago - per me era importantissimo capire i segreti dietro alla magia! Nella nostra porzione di Torah settimanale, il capo di ognuno delle dodici tribù porta un bastone a Mosè Il mattino successivo su quello di Aronne erano miracolosamente sbocciati fiori di mandorlo! Wow.  Come ci sono riusciti?!

Troviamo eventi miracolosi in tutta la Torah. Le dieci piaghe d’Egitto!  La divisione del Mar Rosso! La manna che cade dal cielo per nutrire gli Israeliti nel deserto! L’acqua che sgorga da una roccia! E non dimenticatevi l’asino parlante (che incontreremo presto nella nostra lettura della Torah)! Da ebrei moderni, come dobbiamo interpretare questi eventi che sembrano sfidare le leggi della natura?  Dobbiamo interpretarli come miracoli basandoci sulla nostra fede? Siamo eretici se vediamo come impossibile ciò che leggiamo nella Torah?! Come possiamo giustificare questi atti magici e miracolosi?

Coloro che hanno commentato la Torah si sono posti la stessa domanda. Spesso anche loro trovano difficile credere nei miracoli. Nel Mishnah, i rabbini sostengono che Dio avesse “pre-programmato” questi eventi il momento in cui venne creato il mondo. Vedendola in questo modo, un miracolo non è più magia, diventa invece un fenomeno programmato da Dio quando creò il mondo. Il grande rabbino Maimonide ci dà una spiegazione completamente diversa. Lui dice che sia normale porsi domande sui miracoli che vengono descritti nella Torah. Non dovremmo comunque preoccuparci troppo di questo. Essi semplicemente dimostrano il potere misterioso e meraviglioso di Dio su tutto il creato. Spinoza, filosofo ebraico del diciassettesimo secolo, rigetta questi miracoli del tutto. Secondo lui sono la fonte di “pregiudizi ignoranti di un popolo antico” che crede che Dio intervenga sul mondo a loro beneficio. Gli scienziati di oggi cercano spiegazioni di base naturale per spiegare questi antichi miracoli. Per molti, la divisione del Mar Rosso può essere spiegata come il risultato delle maree o di una tromba d’aria. Infine, Martin Buber, filosofo e teologo del ventesimo secolo, scrive “è irrilevante se questi miracoli siano accaduti o meno. Ciò che importa è solo che quanto successo fu visto dal popolo come un atto di Dio. Indipendentemente da ciò che videro, videro in esso il meraviglioso potere di Dio e questo diede loro la fede in lui”. Per Buber, un miracolo è soggettivo.

Un bastone magico su cui sbocciano fiori di mandorlo? Proprio come i nostri antenati, è normale anche per noi porci domande sulla magia e sui miracoli. Leggiamo di questi eventi affascinanti, chiedendoci il loro significato e sentendo che essi contengono segreti che dovremmo tentare di comprendere. Non sapremo mai se fossero successi a causa di un fenomeno naturale o se fossero un atto di Dio. Buber ci insegna che il nostro obiettivo è essere consci della presenza di Dio nel mondo, è aprire gli occhi verso i potenziali miracoli che ci circondano.  In quanto ebrei, non abbiamo bisogno di una spiegazione scientifica o filosofica. Possiamo invece accettare che ciò che vediamo tutti i giorni sia il miracolo della presenza di Dio in questo mondo. Ciò che conta non è ciò che vediamo coi nostri occhi ma piuttosto ciò che sentiamo nei nostri cuori.

Shabbat Shalom

Rabbi Don Goor