Parashat 1 Gennaio 2021 Vayechi: Genesi 47:28–50:26

Riassunto:

Nella nostra porzione di Torah di questa settimana Giacobbe benedice i suoi nipoti Ephraim e Manasseh. Un po’ più avanti, sempre in questa porzione, i dodici figli di Giacobbe si trovano al suo capezzale, con il loro padre in punto di morte. Ognuno dei dodici figli riceve una valutazione ed una previsione del proprio futuro. Più avanti ancora, Giuseppe è in lutto per la morte del padre. Giacobbe viene sepolto a Hebron in una caverna presso uno dei campi del Machpelah nella terra di Canaan, insieme ad Abramo. La storia di Giuseppe continua, egli assicura i suoi fratelli di averli perdonati e  promette di prendersi cura di loro e delle loro famiglie. Poco prima di morire, Giuseppe dice ai suoi fratelli che Dio tornerà nella loro terra natia. Infine, i figli d’Israele promettono a Giuseppe che porteranno le sue ossa con loro quando lasceranno l’Egitto. 

Lezione:

Da bambino una delle lezioni che appresi dai miei genitori fu…”non mentire, dì sempre la verità”. Eppure, conosciamo bene la risposta giusta quando il nostro partner ci chiede “Come sto?”. In questo caso ci è permesso dire una piccola bugia. Sappiamo che non dobbiamo mai dire “stai male!” 

Nella nostra porzione di Torah di questa settimana i fratelli di Giuseppe vanno contro l'insegnamento dei miei genitori. In seguito alla morte di Giacobbe e alla sua sepoltura presso Hebron, Giuseppe ed i suoi fratelli tornano in Egitto. I fratelli hanno giustamente timore. Forse Giuseppe stava aspettando la morte del padre per potersi vendicare di loro per tutti i torti che gli avevano fatto. Apprendiamo che gli mandano un messaggio: “Prima di morire, tuo padre ha lasciato queste istruzioni: Direte a Giuseppe “Ti preghiamo di perdonare le offese e le colpe dei tuoi fratelli, che  ti hanno trattato così male.”

Questo messaggio è alquanto strano. In nessuna parte del testo troviamo che Giacobbe abbia mai detto cose del genere. Difatti, Giacobbe era completamente all'oscuro di ciò che i fratelli avevano fatto a Giuseppe. Quindi, perché i fratelli decisero di inventarsi questo messaggio?Perché mentirono? 

La maggior parte dei commentatori è d'accordo che i fratelli mentirono a Giuseppe. I commentatori ci insegnano quando è permesso mentire o meno secondo la tradizione ebraica. 

Nel primo secolo, Rabbi Shimon ben Gamliel, ci insegnò che il quieto vivere era così importante che era permesso mentire per poterlo promuovere. Giustificò la sua posizione utilizzando l'esempio di Giuseppe e dei suoi fratelli. “Mentirono su ciò che il loro padre aveva detto in modo da convincere Giuseppe a non punirli ma ad accettarli, convivendo con loro in pace”. Questa posizione viene sostenuta attraverso tutto il corso della nostra tradizione. E’ chiaro che quando i fratelli alterarono i fatti per preservare la pace fecero la cosa giusta. 

Oltre alla storia di Giuseppe e dei suoi fratelli, vi sono altri esempi nei nostri testi di come la verità venga alterata per conservare la pace. Quando Dio dice a Sarah che avrebbe avuto un bambino, lei rise, pensandolo impossibile perché come ella disse: “Abramo è un anziano.” Ma per il quieto vivere, Dio mentì ad Abramo sulla risposta di Sarah. Invece di condividere il fatto che Sarah aveva dato dell’anziano ad Abramo, Dio disse che Sarah aveva risposto “Sono anziana.” Anche il Talmud sostiene che questa sia la giusta via. “Per preservare la pace in famiglia anche la Torah permette un alterazione della verità.” Con parole molto chiare, il Talmud recita, “Per preservare la pace puoi mentire.”  

Eppure, nel caso crediate che l’ebraismo ci permetta di mentire quando vogliamo, apprendiamo che questo principio non vale in tutte le situazioni. Nel tredicesimo secolo, nello Sefer Hassidim si parla di una persona che si reca da un finanziatore per un prestito. Il finanziatore non gli vuole fare il prestito. In questo caso mentire per il quieto vivere non è permesso. Il finanziatore deve dire la verità. Dove sta la differenza? Ci viene insegnato che “mentire per preservare la pace è applicabile a fatti già avvenuti ed immutabili, ma non è permesso se ciò riguarda eventi futuri ancora mutabili.” 

Quindi, quando bambini o amici chiedono se vada bene mentire, potete dire loro che, se si trovano dinnanzi ad una situazione che si è già conclusa, allora per il quieto vivere si può alterare il ricordo di ciò che è successo, proprio come fecero i fratelli di Giuseppe nella nostra porzione di questa settimana. Creare fiducia e amore tra parenti è più importante che il raccontare con precisione i fatti del passato, soprattutto quando sappiamo che quei fatti potrebbero arrecare danno ad altri e dividere la famiglia. Invece, quando nel mondo degli affari abbiamo a che fare con altri in vicende che si devono ancora concludere, non dobbiamo mentire.

L’onestà rimane fondamentale nella vita ebraica. Come dice il profeta Zaccaria, “Ogni persona dirà la verità al suo vicino.”