Parashat Vayislach 4 dicembre 2020

Vayishlach – Genesi 32:4-36:43
Riassunto:

Nella porzione di questa settimana, Giacobbe si prepara ad incontrare suo fratello, Esaù. Giacobbe lotta con “un uomo”, il quale gli arreca danno e cambia il nome di Giacobbe ad Israele. Giacobbe ed Esaù si incontrano e vanno in pace ognuno per la propria strada. Più avanti durante una violenta colluttazione, Dina viene rapita da Shechem, il figlio di Hamor, il capo di quel paese. I figli di Giacobbe, Simeone e Levi si vendicano uccidendo tutti gli uomini di Shechem, e si aggiungono a loro gli altri figli di Giacobbe nel sacco della città. Infine, Rachele muore dando alla luce suo figlio Beniamino, Rachele viene poi sepolta ad Ephrah (Betlemme). In seguito muore anche Isacco e viene sepolto ad Hebron. Viene poi data la lista della progenie di Giacobbe ed Esaù. 

Lezione:

Migliaia di anni prima della psicologia, i nostri commentatori sapevano che i sogni avevano un significato. Nella porzione di questa settimana, il nostro antenato Giacobbe sa che si sta avvicinando suo fratello Esaù con 400 uomini. I gemelli non si vedono da quando Giacobbe rubò l’eredità ad Esaù, quindi è comprensibile che Giacobbe sia nervoso e timoroso. La notte prima del loro incontro, mentre si trova nel deserto, Giacobbe incontra “un uomo” e lotta con lui fino all’alba. “L’uomo” dice a Giacobbe, “lasciami andare, sta giungendo l’alba.” Giacobbe si rifiuta e ordina “all’uomo” di benedirlo. “L’uomo” chiede il nome a Giacobbe e a lui risponde “D’ora in poi il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, poichè hai combattuto con esseri divini ed umani, ed hai vinto.” 

Una storia affascinante di un’incontro di lotta libera con uno sconosciuto, da cui scaturisce la benedizione di un nuovo nome. Per poter meglio comprendere la nostra porzione, la domanda fondamentale è: chi è questo “uomo”? 

Gli antichi commentatori ci insegnano che “l’uomo” era un angelo che apparve sotto forma di un ladro. Il suo scopo era spaventare Giacobbe. Ma Giacobbe si rivelò forte e decise di combattere. Dato il coraggio di Giacobbe, vinse questo incontro di lotta libera e venne benedetto con un nuovo nome.

Altri rabbini vedono questo incontro di lotta come una lotta simbolica fra I due fratelli gemelli, Giacobbe ed Esaù. La loro battaglia simbolizzava l’aspra guerra fra gli ebrei e le nazioni che volevano distruggerli. (Giacobbe rappresenta il popolo ebraico, mente Esaù rappresenta coloro che vogliono distruggerlo) Giacobbe/Israele, avrebbe combattuto nel corso dei secoli con le altre nazioni, a volte rimanendo ferito, ma emergendone sempre sicuro, forte e vittorioso. 

I commentatori moderni propongono che questo incontro di lotta ebbe luogo durante un sogno nella mente di Giacobbe. Prima che potesse incontrare suo fratello, Esaù, avrebbe dovuto lottare contro la propria colpa di avergli rubato l’eredità. Una lotta nella coscienza di Giacobbe per ciò che aveva fatto. Giacobbe lottò per diventare una persona migliore, giusta ed amorevole. Solo dopo essere diventato Israele, Giacobbe fu pronto a riconciliarsi con Esaù. 

Elie Wiesel va oltre questa prospettiva. Quest’ultimo scrive che la lotta notturna fu quando “si unirono due Giacobbe”. Giacobbe lotta contro chi è in realtà, una persona piena di dubbi e rimorsi o un leader coraggioso e di successo. Dopo aver combattuto contro se stesso, lascia la lotta con un nuovo nome, Israele, qualcuno che ha lottato contro se stesso ora diventato il fondatore di un popolo, pronto a lottare contro il mondo. 

La Torah non ci dà una risposta. Rimaniamo col mistero, chi è “l’uomo” contro cui lottò Giacobbe? 

Personalmente amo quando la Torah ci lascia con un mistero. Apre all’immaginazione, permettendoci di vedere ciò che vogliamo coi nostri occhi e giungere a conclusioni personali. 

La psicologia moderna ci insegna che è naturale che una persona combatta contro tutte le tendenze in conflitto nelle nostre anime. Ognuno di noi ha la possibilità di portare il bene o il male nel mondo. Dobbiamo continuamente lottare contro i vari aspetti del nostro carattere.

Come Giacobbe, prego affinchè saremo coraggiosi abbastanza a prepararci a lottare contro tutti ciò che troviamo nelle nostre anime. E come Giacobbe, che la nostra lotta ci possa portare ad una maggiore comprensione di chi siamo, per poi portarci a delle benedizioni.

Shabbat Shalom

Rabbi Donald Goor